lunedì 21 maggio 2018

"La Città futura" sul nuovo libro

L’ombrello dell’Europa

 Recensione di Ascanio Bernardeschi al mio libro pubblicata da La Città futura. Mi sembra che Ascanio critichi il libro per l'assenza di quello che ne è invece il cuore: alla base della scelta scellerata dell'importazione della disciplina dall'esterno v'è un conflitto di classe irrisolto. Dissentiamo naturalmente su come il conflitto vada (o poteva essere) risolto: attraverso un compromesso socialdemocratico a mio avviso, con la fuoriuscita dal capitalismo secondo lui. Per il resto, una bella recensione.

L’ombrello dell’Europa

Nel libro di Cesaratto si denuncia la politica di dumping sociale e di mercantilismo della Germania, ma manca la critica del capitalismo.



Mark Twain molti anni fa disse che le banche sono come colui che ti presta l’ombrello quando non piove e lo rivuole indietro quando piove. Non poteva prevedere che invece le banche americane, anni dopo, preparando la crisi dei mutui subprime, avrebbero prestato fin troppo, scommettendo su un andamento continuamente favorevole del mercato immobiliare e andando a gambe all’aria con lo scoppio di questa bolla speculativa.

martedì 8 maggio 2018

Da Schaüble a Schulz a Scholz: cosa si sta preparando in Europa?



Traccia dell’intervento all’incontro
C'È UN FUTURO PER LA SINISTRA IN ITALIA?, VI ASSEMBLEA NAZIONALE DEL NETWORK PER IL SOCIALISMO EUROPEO, Fiuggi 5/6 maggio 2018.
Registrazione su Radio Radicale
(non tutto letto, e con qualche postilla che susciterà qualche reazione isterica)
Sergio Cesaratto
La risposta  al quesito che mi ponete è incoraggiante: per ora non si sta preparando nulla. Visto ciò che si discuteva, questa è una buona cosa. Ma non è che l’attuale assetto istituzionale-economico europeo non sia già abbastanza penoso, per cui non v’è molto da festeggiare.
Non è neppure facile districare i termini delle posizioni e delle questioni.
Intanto quando si parla di riforme dell’eurozona si parla di poca cosa (ma con potenziali devastanti).

domenica 29 aprile 2018

Il nuovo libro: Chi non rispetta le regole? Italia, Germania, le doppie morali dell'euro. Anticipiamo il filo rosso del libro.



In arrivo presso le librerie e disponibile in digitale dai primi di maggio: 
Sergio Cesaratto, CHI NON RISPETTA LE REGOLE? 
Italia e Germania, le doppie morali dell'euro
Imprimatur, 2018 

Dalla prefazione e dall'introduzione

Questo libretto trae origine da una conferenza dal medesimo titolo tenuta il 25 gennaio 2018 presso l’Università di Friburgo in Brisgovia, la splendida cittadina nel Sud della Germania, organizzata dagli amici (tedeschi) della locale Società Dante Alighieri assieme all’Università Albert-Ludwigs di Friburgo. ...

Il filo rosso del libro

Il ragionamento che svilupperemo nel libro può essere così sintetizzato. Vi sono delle “regole del gioco”, ben note all’analisi economica, che rendono un’unione monetaria sostenibile. Tali principi prescrivono che gli squilibri esterni (delle partite correnti) fra i Paesi di un’area valutaria vadano regolati col concorso sia dei Paesi in avanzo che dei Paesi in disavanzo. Queste regole sono analoghe a quelle già imperfettamente applicate nel sistema aureo, un sistema monetario internazionale a cui l’euro è considerato affine. Con la copertura di precetti monetaristi, le regole nei fatti adottate nell’Eurozona sono invece altre, e sono in buona misura quelle desiderate dalla potenza europea dominante, in maniera tale che la moneta unica non ne contraddica il modello economico mercantilista. Il fatto che tali regole non abbiano funzionato nello stabilizzare l’area euro è condiviso; ma perché sbagliate, oltre che contorte, o perché non rispettate? Il processo di riforma delle regole, attualmente in corso, sembra basarsi sulla seconda tesi.

mercoledì 11 aprile 2018

Venerdì a Schio (Vicenza)

Senza responsabiltà circa l'interlocutore!


Il Keynes incompiuto della sinistra italiana

Ripubblichiamo un bell'intervento di Vincenzo Maffeo su il manifesto del 3 aprile 2018
manifesto

La sinistra e i contenuti, ovvero Keynes e la mucca nel corridoio

di Vincenzo Maffeo

Non ci si è resi conto che l’abbattimento della precarietà del lavoro è il presupposto imprescindibile di una politica coerente per l’occupazione

Una ricostruzione della sinistra in Italia non può prescindere da una critica impietosa che riguardi i contenuti della proposta politica prima che il modo in cui essa è stata presentata. Una critica che non può trascurare di aprire finalmente gli occhi sulla «mucca che è nel corridoio»: la precarietà del lavoro.